la filanda a manciano

Sab, 14/02/2009 - 16:57

è solo lo stuzzichino iniziale, la polenta un pò troppo molle, ma il patè perfetto e guardate la grazie del piccolo bouquet di odori! anticipa la cura con la quale Barbara cerca di condire ogni cosa che esce dalla cucina Siamo a Manciano, al limitare del centro storico in un' antica Filanda, donde il nome. Il primo applauso và all' architetto che ha reso la difficile volumetria spettacolare e vivibile in modo piacevole. Ilsecondo a loro, Gian Paolo e Barbara, una coppia di ristoratori che si vorrebbe avere sempre a portata di mano per ritirarsi su il morale. Non per la perfezione della cucina, che comunque pur essendo Lei solamente un' autodidatta vale ampiamente la sosta, ma per l' amore che dimostrano a questa professione e al loro lavoro. Una libera scelta la loro, e così quest' angolo di Maremma gode ora di una tavola da segnarsi in più. Specie se Barbara, come speriamo, riuscirà a fare un'ulteriore affinamento delle sue capacità, magari presso qualche cucina famosa, senza che la tecnica vada a discapito della sua spontaneità. Registriamo la crocchetta di baccalà mantecato con accanto la sfogliatina di pasta fillo con pere e pecorino, i pici di casa con (troppo) ragù di chianina, il "ciaffagnone" una zuppetta fondente di zucca con crepe di ricotta e pancetta croccante in doveroso contrasto, il baccalà pilpil con ceci, il maialino (inutilmente) fasciato con il guanciale con patate in crosta, la gradevole mousse di ricotta ai marroni dell' Amiata prezzo sui  50 euro, cantina ragguardevole, www.lafilanda.biz di Barbara e Gian Paolo Costoloni

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