Il Convivio dei fratelli Troiani

Mer, 25/07/2018 - 10:19

Il piccione più complicato della nostra vita è sicuramente quello servitoci in questo bel locale. Complicatissimo ma anche eccellente. Verrebbe se mai da chiedersi come mai il piccione, praticamente assente dal ricettario quotidiano, trovi nell'alta ristorazione una profonda venerazione. Non c'è stella michelin che praticamente non l'abbia in carta, cosa che non accade per quasi nessun altro genere di carne e non parliamo del pollo, che è forse l'ultimo nel cuore dei nostri chef. Ma torniamo al nostro piccione, che ci è stato servito in due portate, e questo ci sta, ma poi praticamente ogni portata era suddivisa in vari assaggi che se ne potevano fare uno o due menù quasi completi. Ma tutto veramente buono il che sta a testimoniare l'indubbia qualità della brigata, tra le migliori della Capitale, coordinata dall'esperto Angelo Troiani, con l'apporto essenziale del bravo Daniele Lippi. Ma anche prima del piccione tante cose buone, dal giocoso ed elegante inizio al topinambur alla giudia, un'altra perla della cena. Lode anche alla sala più elegante di prima, sia nell'arredo che nel servizio, e alla splendida carta dei vini. E, dopo tante lodi, qualche appunto critico: buoni, ma decisamente pesanti per il caldo afoso estivo di Roma i due primi (soprattutto il risotto) e un pò sottotono il finale dolce con un dessert a tre attori dove ognuno andava per la sua strada.

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